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METODI

Viticoltura sostenibile e vini di qualità

La tipicità in un bicchiere

Il passaggio generazionale, senza interruzioni, ha consentito di mantenere vivo un patrimonio di esperienze e pratiche preziosissime. La lezione più importante, arrivata alla quarta generazione, riguarda i concetti di naturalità, tipicità e qualità. Per preservarle e riversarle nel bicchiere di Lambrusco occorre partire da lontano: dalla coltivazione che esclude diserbanti e prodotti chimici, ricorrendo alla pulizia meccanica del terreno, a concimi minerali privi di additivi – solo azoto, fosforo e potassio – e a trattamenti quasi nulli in in nome di una viticoltura sostenibile.

La vendemmia meccanizzata, compiuta di notte, con il monitoraggio delle temperature, risparmia all’uva sbalzi termici elevati che comprometterebbero la qualità del vino.

Potatura e vinificazione

Il Lambrusco di Sorbara è un vitigno di tipo vegetativo. Il cordone speronato è poco indicato, mentre il sistema di coltivazione ad archetto, in uso fin dal passato, evita che l’uva vegeti troppo a lungo. Si taglia un tralcio di vite dal cordone speronato e si forma una curva di novanta gradi tendente verso il basso. Le gemme isolate sono quelle che produrranno l’uva l’anno successivo assicurandone la qualità.

Anche la vinificazione segue un percorso naturale, senza forzature delle fasi di trasformazione ed affinamento, esaltando e privilegiando la tipicità e l’unicità del vitigno. La tecnologia dà il suo contributo per mezzo di vasche a temperature controllate. Le chiarifiche per una stabilizzazione naturale sono ottenute con le temperature e con sistemi di tipo fisico, senza uso di sostanze coadiuvanti: sarà il tempo il protagonista principale della maturazione del prodotto e del suo illimpidimento.

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